Intolleranze e diabete: qual’è il legame?

Intolleranze e diabete: qual'è il legame?

Cos’è l’intolleranza glucidica e cosa comporta

Qual è la correlazione tra intolleranze e diabete? Quale regime alimentare seguire e cosa fare? Sono domande che si legano alla nozione di prediabete. Si tratta di una forma patologica che precorre il diabete di tipo 2. Da cosa è caratterizzata questa situazione? La glicemia risulta superiore rispetto a quello che sarebbe previsto in condizioni normali, non rappresenta però uno scenario che può rientrare a pieno titolo nel diabete.

Perché possiamo parlare di intolleranze e diabete? Dal punto di vista tecnico la condizione che abbiamo descritto viene definita come intolleranza glucidica. È un’espressione utilizzata per marcare la reversibilità del processo in atto.  Stiamo parlando di uno scenario che può condurre al diabete ed essere correlato ad alcuni fattori di rischio.

L’intolleranza glucidica non è solitamente associata a dei sintomi, è considerata una situazione silente. Il paziente deve comunque tenere presente che è possibile guarire o ritardare il diabete di tipo 2. Alcune buone pratiche consentono di raggiungere questo risultato, ci stiamo riferendo alla limitazione delle calorie assunte e dei grassi, condurre costante esercizio fisico e raggiungere una significativa perdita di peso.

Le principali cause del diabete di tipo 2

Solitamente a portare al diabete di tipo 2 vi sono diverse cause, principalmente una alimentazione non corretta, abuso di carboidrati, una condizione di sovrappeso e una vita sedentaria. Questa malattia interessa il metabolismo del glucosio. La dieta ha una funzione fondamentale per la gestione del diabete come per quella delle intolleranze alimentari. Andranno quindi operate delle trasformazioni al proprio regime alimentare, individuando i prodotti più appropriati.

L’alimentazione selezionata dovrà essere varia, con adeguate quantità di prodotti e un’attenzione speciale alla qualità degli stessi. Ovviamente questa dovrà essere associata a uno stile di vita sano, contraddistinto da opportuna attività fisica. Una dieta ben strutturata ed esercizio costante costituiscono un’associazione vincente per il contrasto delle patologie e la preservazione della propria salute.

Se riscontrate di soffrire di intolleranze e diabete, è utile modificare la modalità di preparazione dei piatti, sfruttando alimenti selezionati e usando sempre la moderazione come criterio generale.

I sintomi legati alla intolleranza glucidica e i fattori di rischio

Quali sono i sintomi dell’intolleranza glucidica? La questione intolleranze e diabete intesa nell’accezione di prediabete è da ricondurre a dei fattori di rischio. Per riconoscere il disturbo il paziente deve rivolgersi al proprio medico. In linea di massima vi sono alcuni fattori che accrescono le probabilità di essere soggetti a intolleranza glucidica: stiamo pensando, in particolare, al sovrappeso e ad avere oltre 45 anni. Anche prima di questa età si corrono seri rischi se si è in sovrappeso e si ha una predisposizione al diabete.

Le insidie aumentano nell’eventualità di: genitore, fratello (sorella) che soffrono di diabete; episodi di ipertensione; riscontrare un colesterolo HDL basso e/o trigliceridi alti. Un capitolo a parte va riservato alla gravidanza. Qualora venga riscontrata una situazione di intolleranza glucidica durante il periodo di gravidanza, andrà a determinarsi un rischio di diabete gestazionale. Ciò costituisce una minaccia per mamma e bimbo.

Come viene diagnosticata l’intolleranza, a quali esami sottoporsi

E veniamo quindi alla diagnosi, quali sono gli strumenti da utilizzare? Il punto di partenza resta il proprio medico che andrà ad analizzare il vostro profilo di paziente ed eventualmente disporrà gli esami del caso. Come criterio di massima, avere oltre 45 anni ed essere in sovrappeso può richiedere la prescrizione degli esami.

Anche prima di quest’età ci possono essere gli estremi per richiedere esami, soprattutto se si è in sovrappeso e si palesano elementi di rischio: soffrire di ipertensione; si hanno familiari affetti da diabete; colesterolo HDL basso a fronte di trigliceridi alti.

Nell’ipotesi di glicemia normale è comunque utile compiere le analisi previste con cadenza triennale. Poiché il prediabete non è associato a sintomi, gli esami costituiscono una risorsa irrinunciabile per verificare lo stato di salute.

Quali sono gli esami da compiere? I principali esami sono tre, ecco quali:

  • Esame della glicemia compiuto a digiuno;
  • Esame di tolleranza al glucosio;
  • Esame della emoglobina glicata.

Prima di sottoporsi ai test è importante contattare il proprio medico curante che conosce il vostro profilo di paziente.

Le cure più efficaci

A che tipo di cure deve sottoporsi la persona soggetta a intolleranza glucidica (intolleranze e diabete)? Ricondurre la glicemia a livelli normali richiede varie operazioni, come il miglioramento della qualità dell’alimentazione, la riduzione di grassi e calorie, l’incremento del tempo dedicato all’attività fisica. La questione della perdita di peso è particolarmente rilevante per chi è in una condizione di sovrappeso.

Analizzando il tema considerando gli aspetti operativi, andranno ridotte le porzioni, bere esclusivamente bevande ipocaloriche, assumere cibi dal contenuto apporto calorico, preferire cotture al forno e al vapore. È conveniente adottare espedienti per spendere più energie nell’attività fisica: utilizzo delle scale al posto dell’ascensore, minore utilizzo dell’auto, prendere l’abitudine di passeggiare quotidianamente.

Quali sono i farmaci da usare? Al momento non sono disponibili farmaci per la cura del prediabete. Vi sono in ogni caso dei prodotti accessibili che risultano in fase di ricerca. Con l’intento di ritardare il presentarsi del diabete o per compiere opera di prevenzione, le azioni giuste da intraprendere sono una modifica del proprio regime alimentare, realizzare più attività fisica e ridurre il peso se in sovrappeso.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di mettervi in contatto con il vostro medico.

 

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Nutrizionista Rossi

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