Dieta per ipotiroidismo

Dieta proteica dimagrante: perché sceglierla e quali alimenti includere

L’ipotiroidismo è una patologia correlata alla bassa produzione di ormoni da parte della tiroide, una ghiandola fondamentale per la regolazione del corpo umano. Questo deficit può presentarsi dalla nascita o svilupparsi in età adulta sconvolgendo il metabolismo. Lo iodio a tal proposito è fondamentale poiché aiuta la tiroide a funzionare, pur non esistendo una dieta univoca per curare l’ipotiroidismo è fondamentale compensare proprio con l’alimentazione le carenze di iodio per prevenire o rallentare la patologia. La causa più comune di questo disturbo endocrino è proprio la carenza di iodio nella dieta, chi segue una corretta alimentazione può prevenire l’insorgenza della malattia. La diagnosi può essere confermata solo con esami del sangue specifici che attestino i livelli ormonali, i sintomi solitamente più comuni sono stanchezza, freddo perenne, aumento di peso. Nei bambini questa patologia può portare ad un deficit nello sviluppo mentale per questo motivo ai neonati vengono effettuati tutti gli esami alla nascita.

Cause dell’ipotirodismo: cosa genera questo deficit del sistema endocrino

Le cause più importanti dell’ipotiroidismo sono le malattie autoimmuni come la tiroide di Hashimoto, la rimozione della tiroide in un intervento chirurgico, terapia con iodio radioattivo, farmaci, difetti e predisposizioni genetiche, deficit della ghiandola ipofisaria nella produzione di TSH, gravidanza, carenza di iodio. Per prevenirlo in linea generale è fondamentale l’utilizzo di iodio nella propria dieta, la sanità promuove l’utilizzo di alimenti come latticini e pesce, soprattutto in caso di gravidanza in cui il proprio fabbisogno aumenta e, come riporta l’organizzazione mondiale della sanità è necessario assumere ogni giorno 250 mg di iodio per non incorrere in problematiche di questo tipo. La tiroide per funzionare normalmente secerne ormoni, è l’unico fonte dell’ormone tiroideo nell’organismo e utilizza iodio e tirosina, per mantenere livelli di equilibro c’è una struttura tra ipotalamo, ipofisi e tiroide fondamentale, l’ipotalamo secerne TRH che stimola l’ipofisi nella produzione di TSH che stimola la produzione di tiroxina da parte della tiroide, se c’è un deficit in questo processo viene meno tutto.

Sintomi e caratteristiche della sindrome ipotiroidea

I sintomi di un deficit della tiroide sono vari, molto dipende dalla persona, dall’età, dall’entità. In generale si distinguono in primis stanchezza eccessiva, sonno, sensibilità al freddo, difficoltà ad evacuare, pallore, gonfiore al volto, abbassamento della voce, debolezza generalizzata e crampi, innalzamento dei livelli di colesterolo, mestruazioni irregolari e abbondanti, caduta dei capelli, depressione, problemi nel ricordare le cose anche semplici, accumulo di liquidi nel corso, frequenza cardiaca rallentate, edema agli arti, sindrome del tunnel carpale, ascite, parestesia, deficit nell’udito e nella parola, scarso appetito. Tutti questi sintomi ovviamente possono presentarsi insieme o in parte, anche solo qualcuno e possono degenerare nel caso in cui la malattia non venga curata in tempo.

Dieta e ipotiroidismo: l’importanza dello iodio e di un’alimentazione bilanciata

Una dieta equilibrata con assunzione di ferrocalciosodio aiuta a prevenire e gestire i sintomi della malattia. Qualora venga accertata la patologia, mediante apposite visite ed analisi, è necessario rivolgersi ad uno specialista in endocrinologia ed effettuare periodici controlli. Il trattamento, oltre alla dieta, prevede l’assunzione di farmaci che devono essere prescritti dal medico curante.

In primis è bene mangiare sempre alcuni alimenti che aiutano, soprattutto se consumati crudi, al normale fabbisogno di iodio per la persona. Questi sono cavolo, broccoli, cavolfiori, soia, semi di lino, rape, ravanelli, miglio e tapioca. In particolare una dieta ricca di soia può aiutare molto, ci sono tante variante dal latte ai preparati così da poter accontentare ogni palato. Inoltre è bene consumare olio di cocco per stimolare la funzionalità della ghiandola. Vista l’importanza del selenio è bene consumare sempre diverse volte a settimana i cereali, la carne, il pesce. I multivitaminici possono integrare alcune carenze, in particolare ferro, calcio, magnesio sono basilari. Si possono consumare a piacimento per integrare l’alimentazione anche noci e frutta secca. Nella dieta per l’ipotiroidismo è opportuno mangiare molta frutta e verdura che aiutano a controllare la stitichezza. La dieta in questo senso è fondamentale poiché aiuta l’organismo a rispondere bene alle cure e ad aiutare i farmaci a fare maggiormente effetto.

Utilizzare sale marino iodato e basarsi comunque sulla dieta mediterranea, necessariamente effettuare 5 pasti al giorno, prediligendo anche yogurt al naturale, mirtilli rossi, formaggi stagionati, crostacei, carne rossa e bianca, uova, fagioli. Questi alimenti sono fondamentali per aiutare il metabolismo e tenere sotto controllo il colesterolo che con questa malattia tende ad essere particolarmente elevato.

Un buon esempio di dieta potrebbe prevedere la colazione al mattino presto (è bene rispettare sempre gli orari, questo aiuta l’organismo ad essere quadrato secondo ritmi specifici). Bere un bicchiere di latte, normale, parzialmente scremato o di soia in base alle proprie preferenze, con l’aggiunta di un muesli con cereali, frutta secca, senza zuccheri aggiunti. Accompagnare il tutto con una spremuta d’arancia o un frutto a piacere. Per gli spuntini di metà mattinata e metà pomeriggio prediligere un frutto di stagione oppure uno yogurt magro con un cucchiaino di miele per insaporire (meglio quello di castagno meno zuccherato). A pranzo mangiare sempre primo, secondo, contorno e frutta. Quindi ad esempio 60 gr di pasta integrale con il pomodoro, seguito da una fetta di pollo arrostita e una bella insalata fresca con alghe oppure una zuppa di fagioli con crostini integrali seguita da una fetta di salmone al cartoccio e un contorno di cavolo. La sera prediligere pasti leggeri, insalata con tonno e pomodoro, una fetta di carne rossa con contorno di verdure, una zuppa calda di patate e tacchino accompagnando a piacere con del pane o dei cracker senza gonfiarsi troppo, così da facilitare la digestione.

L’alimentazione è fondamentale nell’ipotiroidismo, prediligere sempre la cottura dei cibi non grassa, questo aiuta a gestire l’intestino senza appesantirlo, quindi al vapore, al cartoccio, alla brace. Evitare di friggere o utilizzare troppi condimenti che appesantiscono il cibo e potrebbero compromettere l’organismo con innalzamento dei valori di colesterolo. Consumare molta acqua, almeno 1.5 litri, condurre una vita sana oltre ad una dieta bilanciata aiuta l’organismo a reagire meglio ai sintomi della malattia e alle cure.

Non bisogna inoltre abusare di alcol, tabacco, caffeina, non bere bevande gassata, prediligere acqua naturale da non bere in eccesso durante i pasti. Utilizzare condimenti come olio extra vergine di oliva, un cucchiaio a pranzo e un cucchiaio a cena (questo aiuta l’intestino e l’evacuazione). Bere il latte caldo al mattino può aiutare, insieme al praticare uno sport. Non mangiare cibi troppo cotti o bruciati, non bere succhi di frutti e non mangiare dolci di frequente. Tutti questi alimenti affaticano di molto il corpo e possono peggiorare alcuni sintomi di questa patologia.

Con la dieta per l’ipotiroidismo infatti non si cura la malattia ma si aiuta il fisico a rispondere bene alle cure, inoltre con una sana alimentazione oltre ad essere più forti si aiutano i sintomi a non progredire, in particolare si evita l’affaticamento, l’innalzamento del colesterolo, i problemi cardiaci, la memoria, il ciclo mestruale, la pelle secca, l’aumento di peso, il gonfiore del viso, la costipazione. Questi sono sintomi che si presentano quasi sempre, inizialmente potrebbe essere persino difficile comprendere che ci sia un problema, solo quando la malattia progredisce e compaiono segni più chiari è possibile identificare la patologia. Per tale motivo le analisi andrebbero fatte periodicamente, l’ipotiroidismo è una malattia che può insorgere a qualunque età, anche dopo i 50 anni e per tale motivo non si è mai al riparo. Solo con una dieta equilibrata e molto varia, l’integrazione di multivitaminici laddove ce ne sia reale bisogno e l’utilizzo di sale iodato, possono aiutare a prevenirla.

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Nutrizionista Rossi

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