Dieta Alzheimer

Dieta Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una malattia neuro-degenerativa che solamente in Italia colpisce più del 5% della popolazione: si stima, infatti, che nel nostro Paese siano presenti più di 500.000 casi. Si tratta di una particolare forma di demenza senile che altera irreversibilmente le cellule celebrali e che in pochi anni porta alla morte degli ammalati. Purtroppo, non esiste ancora una cura capace di prevenire o bloccare il decorso della malattia e l’aspettativa media di vita dopo la diagnosi varia da 1 ad 8 anni. Il morbo, oltre a peggiorare le condizioni di vita del paziente, costituisce una vera e propria malattia sociale: la gestione dell’ammalato, che richiede ingenti risorse economiche, ricade interamente sui familiari. Purtroppo, la persona affetta man mano non solo perde la memoria, ma non è nemmeno più in grado di portare a termine i più elementari movimenti come mangiare, vestirsi e lavarsi. Questa grave forma di demenza senile, la cui causa è ancora sconosciuta, può essere in qualche modo rallentata seguendo una sana e corretta alimentazione, praticando una regolare attività fisica ed una regolare attività mentale.

Andiamo ad analizzare quali possono essere le cause scatenanti della malattia ed i relativi sintomi. Vedremo come la causa scatenante della malattia non sia stata ancora accertata in ambito scientifico come non esiste ancora una vera cura. Particolare attenzione sarà poi data ai benefici di una corretta e sana alimentazione che, come vedremo, può in qualche modo prevenire o quanto meno ritardare il decorso della malattia.

Morbo di Alzheimer: possibili cause.

Nonostante ne sia colpito il 5% circa della popolazione mondiale di età superiore ai 60 anni, la ricerca scientifica non è riuscita ancora ad individuare quale sia la causa scatenante della malattia. L’ipotesi principale è che il disturbo abbia un’origine genetica e che sia ereditario. Si stima, infatti, che le probabilità di ammalarsi di Alzheimer quando in famiglia è già presente un caso siano molto più elevate rispetto ad un individuo che proviene da una famiglia “sana”. In ambito genetico, la causa del morbo è ricondotto ad una disfunzione di una proteina, la beta-amiloide, che opera a livello dei neuroni e delle strutture celebrali. Questo disturbo genetico fa si che la proteina non svolga correttamente il suo lavoro e blocca la trasmissione degli impulsi nervosi dei neuroni causandone, difatti, la morte. Gli studiosi impegnati a trovare una soluzione per il Morbo, scoperto più di 100 anni fa, sono fiduciosi nella possibilità di correggere in laboratorio il gene difettoso della beta-amiloide.

Morbo di Alzheimer: sintomi

I primi sintomi della malattia normalmente affiorano intorno ai 60 anni di età e devono costituire un campanello di allarme per una diagnosi precoce. Dal momento che non è possibile bloccare la malattia, una adeguata cura farmacologia può rallentarne il decorso. I principali sintomi riguardano, innanzitutto, la perdita di memoria. Il malato non è più capace di ricordare avvenimenti recenti e di memorizzare nuovi ricordi. Questa incapacità si estende anche alla concezione dello spazio e del tempo causando frequenti sensazioni di disorientamento. Un altro sintomo riguarda l’incapacità di condurre una vita autonoma: mano mano il paziente non è più in grado di compiere gesti elementari come mangiare, lavarsi e vestirsi. Sono sempre più frequenti, inoltre, repentini cambiamenti di umore e della personalità ed attacchi di depressione. Tutto ciò porta in breve tempo ad un progressivo disinteresse per la vita di tutti i giorni: i malati in breve tempo si allontanano dagli impegni lavorativi e dalla vita sociale. Il paziente affetto da Alzheimer in breve tempo passa dal condurre una vita normale ad una totalmente isolata. Uno dei passaggi obbligati, inoltre, è quello di non riconoscere più i volti familiari e tendere a ricordare solamente fatti remoti nel tempo per lo più legati all’infanzia.

Morbo di Alzheimer: prevenirla con una corretta alimentazione.

Praticare una regolare attività fisica e seguire una alimentazione sana ed equilibrata può prevenire il morbo di Alzheimer. Sono, infatti, moltissime le ricerche scientifiche che dimostrano una qualche connessione tra gli alimenti ed il rallentamento del decorso della malattia. Il Journal of Alzheimer’s Disease ha dimostrato la relazione negativa che c’è tra lo sviluppo della malattia ed i cibi ricchi di proteine AGEs (Advanced Glication End Products): questi prodotti accelerano l’invecchiamento, posso causare danni a livello dei neuroni e stress ossidativo. I cibi particolarmente ricchi di queste proteine sono soprattutto la carne. Ne consegue che seguire una dieta dove l’alimento principale è appunto la carne è fortemente sconsigliata.

Dieta morbo Alzheimer

Medici e studiosi di tutto il mondo sono concordi nell’affermare che l’alimentazione più adatta a prevenire la malattia è quella mediterranea e quella giapponese. Si tratta, infatti, di due tipologie di alimentazione ricche di pesce, verdure, cereali e frutta secca come nocciole, noci o mandorle. Gli alimenti in questione sono ricchi di elementi che, secondo uno studio condotto dalla Columbia University, riducono la valenza della proteina Beta-Amiloide, il cui mal funzionamento è una delle principali cause della demenza senile.

In particolare, cibi come carne di pollo, verdura, frutta, margarina e pesce sono ricchissimi di acidi grassi saturi, acidi grassi polinsaturi, Omega-6, Omega-3, vitamine E, vitamine C, vitamine D e beta carotene. Lo studio scientifico dei ricercatori della Columbia ha dimostrato come un individuo che nel corso della sua vita abbia condotto una alimentazione che ha avuto alla base questi alimenti presenta una concentrazione della proteina causa dell’Alzheimer in misura ridotta a chi ha fatto molto uso di carne rossa. Questo alimento, infatti, è stato oggetto di una recente ricerca scientifica condotta da un pool di scienziati californiani che ha dimostrato come l’eccessivo consumo possa danneggiare l’organismo. In particolare, un eccessivo consumo di ferro compromette il corretto funzionamento dei tessuti connettivi celebrali. Allo stesso modo è sconsigliato l’eccessivo utilizzo degli integratori.

Morbo di Alzheimer: cosa mangiare

Una sana e corretta alimentazione congiunta ad una regolare attività fisica (passeggiate, praticare sport) ed attività mentale (leggere, fare cruciverba) possono sensibilmente ridurre il decorso della malattia. A questo punto della trattazione andiamo ad indicare precisamente quali sono gli alimenti che bisogna consumare e con quale frequenza. Partiamo dal consumo di carne rossa: la dieta mediterranea non punta particolarmente su questa tipologia di alimento ed il suo consumo dagli esperti è limitato a massimo una volta a mese. Un consumo settimanale, invece, è caldamente consigliato per alimenti come carne biacca, uova, pesce e dolci. Questi prodotti, infatti, una volta assunti dal nostro organismo hanno stimolano il sistema nervoso. Quotidianamente è consigliato il consumo di formaggi, olio d’oliva, frutta, frutta secca, legumi e verdura. Quanto più di mediterraneo esiste. Gli italiani che seguono la dieta tipica del Bel Paese sono fortunatissimi: i principali piatti regionali sono tutti a base di questi alimenti. Non bisogna poi sottovalutare il consumo giornaliero di cereali: pane e riso in primis.

Morbo Alzheiner: dieta vegetariana o vegana

Un breve accenno può essere fatto per quanto riguarda le diete vegetariane e vegane relativamente alla demenza senile. Seguire una alimentazione vegetariana, sprovvista di carni animali, non trova una forte contrarietà in ambito medico poiché l’apporto di proteine per l’organismo è ricavato da altri alimenti quali latte e suoi derivati e uova. Fortemente sconsigliata è, invece, seguire una dieta vegana. Anzi questa particolare tipologia di alimentazione aumenta le probabilità di ammalarsi e riduce il decorso della malattia.

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Nutrizionista Rossi

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